Capitalismo: guida introduttiva

Fonte: www.nytimes.com

La breve guida di libcom.org al capitalismo e a come funziona

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Ragazze ribelli: gli scritti che hanno fatto un movimento, o un mucchio di fonte primarie del femminismo

Ci sono queste due parole che emergono tutto il tempo negli studi sulle donne: leggere e scrivere. Sono tipo i valori fondamentali di una facoltà interdisciplinare basata sulla teoria e sui saggi personali – è necessario essere in grado di leggere quelli di qualcun’altra e scrivere il proprio. Studi di donne è un campo accademico, che è incorso in una certa quota di critiche per quello stesso fatto nel corso del tempo. Sì, siamo tutte parole. Sì, a volte siamo tutte parole e niente azione. Ma studiamo gli effetti dannosi del genere, amico. E quello conta.

Ci sono alcuni scritti fondamentali del settore che sono spesso citati ma raramente escono dal regno delle accademiche – e penso che sia il momento di cambiare la situazione. In linea con i valori di questa rubrica, mi piacerebbe condividere alcuni dei pezzi formativi di questa bestia che chiamiamo “studi di donne” con voi, che coincidentalmente è anche un ottimo modo per osservare i cambiamenti nel linguaggio e nella teoria che hanno influito sul suo corso – e sulle nostre vite.

Poiché questo è uno sguardo sulla scrittura femminista basato sulla storia, ho compilato questa lista con un’intensa concentrazione sul contesto e sull’impatto immediato dei lavori. Per questo motivo, ci possono essere opere qui o nei prossimi post che sono state influenzate o scritte da persone imperfette con idee problematiche in aree che non esplorariamo completamente qui, così come pezzi che sposano teorie superate sulle vite delle donne e sul movimento femminista. Per esempio, molti movimenti femministi hanno esplicitamente o implicitamente escluso donne di colore; le femministe di seconda ondata erano spesso omofobiche e lesbofbiche; molte femministe nel corso degli anni hanno respinto le donne trans o avallato concetti di genere transmisoginisti. Questa non è in alcun modo un’approvazione delle cose schifose che queste persone, gruppi, o teorie hanno fatto o influenzate; sono solo io che vi presento qualcosa di veramente importante nel momento in cui è stato scritto, eseguito, o costruito. Gli studi di donne riguardano le evoluzioni della teoria femminista, e non possiamo comprenderla appieno senza riconoscere i suoi difetti precedenti e attuali.

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Suffragette che facevano schifo: La supremazia bianca e i diritti delle donne

Suffragetta: Susan B. Anthony, 1820-1906 (riformatrice sociale, membra della Società Anti-schiavitù, presidente dell’Associazione Nazionale Americana per il Suffragio delle Donne).
Evviva
«Penso che la ragazza che è in grado di guadagnarsi da vivere e pagarsi la strada dovrebbe essere felice come nessuno sulla terra. Il senso di indipendenza e sicurezza è molto dolce.»
Aspetta, cosa«Mr. Douglass parla dei torti del Negro; ma con tutti gli oltraggi che oggi soffre, non scambierebbe il suo sesso e prenderebbe il posto di Elizabeth Cady Stanton.» Continua a leggere

Enciclopedia Filosofica: Omosessualità (SEP)

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Fonte: Stanford Encyclopedia of Philosophy – Brent Pickett (University of Wyoming ) 2002, 2011

Il termine ‘omosessualità’ fu coniato nel tardo XIX secolo da uno psicologo tedesco, Karoly Maria Benkert. Anche se il termine è nuovo, discussioni sulla sessualità in generale, e in particolare sull’attrazione per persone dello stesso sesso, hanno provocato discussione filosofiche che vanno dal Simposio di Platone alla teoria queer contemporanea. Dal momento che la storia delle concezioni culturali di attrazione per lo stesso sesso è rilevante per le questioni filosofiche sollevate da tali concezioni, è necessario rivedere brevemente parte della storia sociale dell’omosessualità. Derivante da questa storia, almeno nell’Occidente, è l’idea di diritto naturale o e alcune interpretazioni di esso che considerano proibito il sesso omosessuale. Riferimenti al diritto naturale svolgono ancora un ruolo importante nel dibattito contemporaneo sull’omosessualità in religione, in politica, e persino in aule di tribunale. Infine, forse il cambiamento sociale recente più significativo riguardo l’omosessualità è l’emergere del movimento di liberazione gay in Occidente. Nei circoli filosofici questo movimento è, in parte, rappresentato attraverso un gruppo piuttosto eterogeneo di pensatori che sono raggruppate sotto l’etichetta della teoria queer. Una questione centrale sollevata dalla teoria queer, che sarà discusso più avanti, è se l’omosessualità, e quindi anche eterosessualità e bisessualità, sia socialmente costruita o puramente guidata da forze biologiche.

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Più che Parole: Storia del termine “saffico”

Articolo Originale di Cara – Autostraddle

Rory Midhani

Rory Midhani

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Saffico. Saf-fi-co. Una parola bella e dolorante, metà sospiro e metà grido. Descrive un certo tipo di metro poetico, una strofa di quattro-versi in trochei (inizia forte, diventa esitante) e dattili. O descrive un certo tipo di donna, il tipo che legge Saffo e ci si ritrova a sufficienza da arrossire. Saffo lasciò dietro solo quattro poesie complete o quasi (più un cielo di stellati frammenti evocativi), ma ha prestato il suo nome e il nome della sua città natale, Lesbo, ad un intero gruppo di persone, un gruppo che non entrò davvero in proprio fino a diversi millenni dopo la sua morte. Certamente non intendeva darci un nome; argomentazioni sulla questione se i termini abbiano alcun senso sono convincenti da entrambi i lati. Ma è così che funziona la lingua molte delle volte – qualcosa sembra andare bene, e si attacca, e le prove successive non necessariamente la smuovono. “Saffico” si attaccò per motivi importanti, anche se non sono quelli ovvi.

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Ritratti Queer nella Storia

Fonte: Queers in History – http://queersinhistory.tumblr.com/ – Michele Rosenthal

Questo è un progetto parallelo dell’illustratrice freelance di Brooklyn Michele Rosenthal. Non c’è né capo né coda alla gente che sto scegliendo di illustrare, tranne il loro essere queer e attivo qualche tempo prima del 21 ° secolo.

  • Josephine Baker
  • James Baldwin
  • Wendy Carlos
  • Marlene Dietrich
  • E. M. Forster
  • Frida Kahlo
  • John Maynard Keynes
  • J. C. Leyendecker
  • Anthony Perkins
  • Nicholas Ray
  • Gertrude Stein
  • Alan Turing
  • Andy Warhol
  • Oscar Wilde

 

Più che Parole: Omofobia – L’AP sradica la parola “omofobia”

Articolo Originale di Cara – Autostraddle

Rory Midhani

Rory Midhani

EN= link in inglese

Il manuale di stile dell’AP (Associate Press Stylebook)EN è una bibba di grammatica, stile, e utilizzo delle parole per le agenzie di stampa, e chi vuole scrivere come agenzie di stampa. La gente generalmente lo apre se si dimentica cos’è la virgola seriale o qual è il plurale di autobus. Il manuale ha recentemente fatto girare teste al di fuori del suo solito campo perché i suoi redattori hanno annunciato che non ammetton più l’uso del suffisso “-fobia”EN in “contesti politici e sociali.” Questo significa i giornalisti che lavorano per l’AP, o una qualsiasi delle molte altre pubblicazioni che utilizzano il manuale di stile, dovrà trovare altri modi per descrivere ciò che è stato tradizionalmente conosciuto come islamofobia, o xenofobia o (e più direttamente pertinenti ai nostri interessi particolari) omofobia. “Omofobia” è stato a lungo un termine controverso, e l’annuncio dell’AP offre una buona opportunità per prendere in considerazione la sua continua rilevanza o mancanza di essa. Molti esperti hanno già colto questa opportunità, e ora è il turno di Autostraddle di stare sulle loro spalle. Benvenuti ad un’esaustiva analisi di “omofobia” che non menziona Fred Phelps nemmeno una volta!

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