Enciclopedia Filosofica: Simone de Beauvoir (SEP)

Fonte: Stanford Encyclopedia of Philosophy –  Debra Bergoffen (George Mason University) | 2004-2010

 

Ci sono alcuni pensatori che, fin dall’inizio, sono identificati senza ambiguità come filosofi (per esempio, Platone). Ci sono altri il cui posto filosofico è per sempre contestato (es. Nietzsche); e ci sono coloro che hanno gradualmente conquistato il diritto di essere ammessi nella falda filosofica. Simone de Beauvoir è uno di questi filosofi riconosciuti tardivamente. Identificandosi come un’autrice piuttosto che come una filosofa e facendosi chiamara la levatrice dell’etica esistenziale di Sartre, piuttosto che una pensatrice di suo proprio diritto, il posto di Beauvoir nella filosofia sta guadagnando ora trazione. La conferenza internazionale che celebra il centenario della nascita di Beauvoir organizzata da Julia Kristeva è uno dei segni più visibili della crescente influenza e status di Beauvoir. I suoi contributi duraturi ai campi dell’etica, della politica, dell’esistenzialismo, della fenomenologia e della teoria femminista e il suo significato come attivista e intellettuale pubblica sono ormai un fatto certo. I lettori inglesi de Il secondo sesso non hanno mai avuto difficoltà a capire il significato femminista della sua analisi del patriarcato. Potrebbero essere perdonati, però, per aver perso la sua importanza filosofica. Finché hanno dovuto fare affidamento ad una versione arbitrariamente abbreviata de Il secondo sesso che è stata tradotto discutibilmente da uno zoologo che era sordo ai significati filosofici e alle sfumature dei termini francesi di Beauvoir è stato difficile per loro di vedere i modi in cui la critica di Beauvoir dell’oppressione delle donne si fonda su categorie fenomenologiche-esistenziali. La nuova traduzione de Il secondo sesso del 2010 cambia tutto questo. È ora possibile per i lettori inglesi apprezzare meglio l’intera gamma della critica di Beauvoir della situazione della donna come l’Altro.

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