Non sono omofob*, ma

In onore della giornata mondiale contro l’omofobia (etc…), vi presento il meglio* dei tweet della schiera di coloro che non sono omofobi e non hanno assolutamente nientre contro i gay MA

Per la cronaca, stando a twitter le uniche persone omosessuali sarebbero gli uomini

Quindi tutte le donne dovrebbero essere lesbiche? Ma allora gli uomini etero?

Ah, la famosa eterofobia

 

Visto che cercare “non sono bifobic*” ed altro non da’ alcun risultato, riporto i tweet bifobici con “bisessuali”, “lesbica/e” e trans*

e allora nemmeno etero

 

 

 

 

 

 

 

 

*più recente

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Non sono nato così. Ho scelto di essere gay | New Republic – Brandon Ambrosino

“Same Love” di Macklemore manda il messaggio sbagliato sull’essere gay


Fonte: I Wasn’t Born This Way. I Choose to Be Gay. Macklemore sends the wrong LGBT message in ‘Same Love’Brandon Ambrosino | New Republic

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«E io non posso cambiare, nemmeno se ci provassi, nemmeno se volessi» recita il coro della canzone nominata ai Grammy Same Love” di Macklemore e Ryan Lewis, in cui il duo si è esibito alla cerimonia di domenica, mentre Queen Latifah officiava il matrimonio di 33 coppie etero o dello stesso sesso. Un appello di sette minuti per la tolleranza (specificamente in politica e nell’hip hop), il brano ha cacciato “Born This Way” di Lady Gaga come il primo Inno di Battaglia Gay, condannando giustamente i “conservatori di destra [che] penso che è una decisione, e si può essere curat* con qualche cura e religione.” Ma il coro mi infastidisce. Secondo la sua logica, nessuno di noi ha alcun controllo sulle nostre identità sessuali. Siamo ciò che siamo, e non c’è un bel niente che possiamo fare al riguardo, quindi cerchiamo solo di smettere di provare a cambiare.

Questo è sbagliato. È tempo per la comunità LGBT di smettere di temere la parola “scelta”, e di reclamare la dignità dell’autonomia sessuale.

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Enciclopedia Filosofica: Omosessualità (SEP)

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Fonte: Stanford Encyclopedia of Philosophy – Brent Pickett (University of Wyoming ) 2002, 2011

Il termine ‘omosessualità’ fu coniato nel tardo XIX secolo da uno psicologo tedesco, Karoly Maria Benkert. Anche se il termine è nuovo, discussioni sulla sessualità in generale, e in particolare sull’attrazione per persone dello stesso sesso, hanno provocato discussione filosofiche che vanno dal Simposio di Platone alla teoria queer contemporanea. Dal momento che la storia delle concezioni culturali di attrazione per lo stesso sesso è rilevante per le questioni filosofiche sollevate da tali concezioni, è necessario rivedere brevemente parte della storia sociale dell’omosessualità. Derivante da questa storia, almeno nell’Occidente, è l’idea di diritto naturale o e alcune interpretazioni di esso che considerano proibito il sesso omosessuale. Riferimenti al diritto naturale svolgono ancora un ruolo importante nel dibattito contemporaneo sull’omosessualità in religione, in politica, e persino in aule di tribunale. Infine, forse il cambiamento sociale recente più significativo riguardo l’omosessualità è l’emergere del movimento di liberazione gay in Occidente. Nei circoli filosofici questo movimento è, in parte, rappresentato attraverso un gruppo piuttosto eterogeneo di pensatori che sono raggruppate sotto l’etichetta della teoria queer. Una questione centrale sollevata dalla teoria queer, che sarà discusso più avanti, è se l’omosessualità, e quindi anche eterosessualità e bisessualità, sia socialmente costruita o puramente guidata da forze biologiche.

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Più che Parole: Storia del termine “saffico”

Articolo Originale di Cara – Autostraddle

Rory Midhani

Rory Midhani

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Saffico. Saf-fi-co. Una parola bella e dolorante, metà sospiro e metà grido. Descrive un certo tipo di metro poetico, una strofa di quattro-versi in trochei (inizia forte, diventa esitante) e dattili. O descrive un certo tipo di donna, il tipo che legge Saffo e ci si ritrova a sufficienza da arrossire. Saffo lasciò dietro solo quattro poesie complete o quasi (più un cielo di stellati frammenti evocativi), ma ha prestato il suo nome e il nome della sua città natale, Lesbo, ad un intero gruppo di persone, un gruppo che non entrò davvero in proprio fino a diversi millenni dopo la sua morte. Certamente non intendeva darci un nome; argomentazioni sulla questione se i termini abbiano alcun senso sono convincenti da entrambi i lati. Ma è così che funziona la lingua molte delle volte – qualcosa sembra andare bene, e si attacca, e le prove successive non necessariamente la smuovono. “Saffico” si attaccò per motivi importanti, anche se non sono quelli ovvi.

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Essera queer, nera e “malata”

Fonte: To Be Queer, Black and “Sick” – Helen McDonald per Autostraddle,

Disclaimer: L’uso della parola “malata” in questo articolo è per riflettere il problematico stigma sociale attorno alle malattie mentale, e non come un atto d’accusa morale o sociale nei confronti di persone con malattie o disturbi mentali


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La prima donna che io abbia mai amato mi ha detto che quando sei queer e nera, la malattia è un’ombra che ti segue sempre, ma che nessuno mai ammette. Cantava le parole “sto bene” ogni giorno, e a volte non ero sicura se fosse il mondo o se stessa che stava cercando di convincere. Sapete, voleva convincersi che, se avesse semplicemente seguito il consiglio da parte di amici e sconosciuti ben intenzionati di sorridere un po’ di più e “tirarsi su”, sarebbe veramente statabene.

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E. J. Graff – The Nation: Cosa c’è di sbagliato nello scegliere di essere gay?

Molti attivisti gay sostengono di essere nati così, ehi. Ma che dire di coloro che al contrario lo scelgono?

Fonte: The Nation, 3 febbraio 2014

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Una marcia a per i diritti LGBT nel 2009 Washington DC. (AP Photo / Jacquelyn Martin)

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