La chiacchierata: una nuova educazione sessuale per i ragazzi

«E le tette? Una persona ha ancora le tette?» Uno dei ragazzi della classe di educazione sessuale WiseGuyz, alla scuola Georges P. Vanier nel nord-est di Calgary, sta cercando di capire i meccanismi dell’essere intersessuali (nat* con una combinazione di genitali e/o cromosomi maschili e femminili). Negli ultimi quindici minuti o giù di lì, la discussione si è concentrata sulla diversità e l’adattamento, e ora si è fatta strada verso le persone che si ritengono qualcos’altro che “maschio” o “femmina”. Ci potrebbero essere modi più delicati per fare domande sulla sulla fisiologia, ma questo è un gruppo di una dozzina di ragazzi di quattordici anni, un mare di scarpe da ginnastica e felpe e cellulari e battute. Le tette sarebbero venute fuori alla fine.

Tristan Abbott, uno dei facilitatori WiseGuyz, lo corregge allegramente: «Vuoi dire ‘seno’, giusto?» Tristan Abbott, uno dei facilitatori WiseGuyz, lo corregge allegramente: “Vuoi dire ‘seno’, giusto?(Lui e i suoi colleghi considerano importante usare i nomi corretti per le parti del corpo.) Poi si dispiega dalla sedia e delinea un disegno su una lavagna nella parte anteriore della stanza: una figura a forma di omino di marzapane, con una faccina sorridente, un cuore e una caramella al cavallo.

Abbott indica la testa e spiega che l’identità di genere si trova lì (se ti definisci come un uomo, una donna, o una via di mezzo); il cuore rappresenta l’orientamento (da chi sei attratto); la caramella connota sesso (le tue caratteristiche fisiche); e il contorno, la forma esterna, simbolizza per l’espressione di genere (come ti vesti, parli, cammini, e così via). Questi vari aspetti non sono allineati allo stesso modo per tutti, dice.

Alcuni ragazzi fanno cenno del capo, ma il resto sembrano sconcertato. Stafford Perry, un altro facilitatore, interviene. «Aiuta se si capisce che per molte persone, il genere non è solo due possibilità, ma molte», dice. «Essere un uomo o una donna esiste su una scala, quindi non è un o/o. Non devi essere o l’uno o l’altro.»

Un momento di silenzio mentre questo viene assorbito. Poi il ragazzo che aveva fatto la domanda sulle tette, un tipo alto, alfa atletico, grida: «Allora come fai pipì se non hai un pene?»Diversi ragazzi ridacchiano. Blake Spence, che supervisiona il programma, gli risponde, con un’espressione seria, con una breve spiegazione di come funziona il tratto urinario.

Il ragazzo era probabilmente solo a caccia di una risata. Aveva trascorso la sessione facendo ping-pong tra sbirciate al suo telefono, amichevoli insulti con gli altri, e testare quanto potesse appoggiarsi indietro sulla sedia in equilibrio solo sulle gambe posteriori. Come Spence aveva spiegato il giorno precedente quando ci siamo incontrati presso la sede in centro della Clinica Sessuale di Calgary, sede della WiseGuyz, la loro prassi è quella di rispondere ad ogni domanda posta, anche se capiscono che si tratta di uno scherzo. Costruisce la fiducia, previene commenti scortesi, e, non si sa mai, la risposta potrebbe essere utile a qualcuno. Alla fine della lezione di anatomia, il giullare, concedendo la sconfitta, fa un sorriso a Spence e lascia che la sedia tonfi in avanti su tutte e quattro le gambe. La conversazione è guidata di nuovo verso il tema del giorno, più complicato che possibili configurazioni di parti del corpo.

In precedenza, Spence aveva chiesto cosa pensassero quando sentono il termine “diritti umani”. Un ragazzo, quasi in silenzio fino ad allora, aveva detto che Vanier avev un gruppo Alleanza Gay-Etero, e aveva detto un ragazzo gay non avrebbe avuto alcun problema nella loro scuola.

«Sono tutti a loro agio con quello qui», dice.

«Credo», dice un altro ragazzo dall’altra parte della stanza, seduto vicino al maschio alfa. “Voglio dire, mi sto bene che un ragazzo sia gay, ma non vorrei che lui mi guardasse negli spogliatoi quando mi sto cambiando o qualcosa del genere.»

Spence si appoggia contro un tavolo, con le maniche della camicia jeans arrotolate a rivelare i tatuaggi sugli avambracci (uno, ha spiegato il gruppo durante la registrazione, una nuova acquisizione fresca da un viaggio a Portland, Oregon). 

«Okay, quindi quello che stai dicendo,» risponde, «è ciò che di fa sentire a disagio dei ragazzi gay è che potrebbero guardarti in un modo che è sessuale.» «Sì», dice il ragazzo, scrutando la stanza per valutare le risposte degli altri. Quando è chiaro che nessuno sta per dire qualcosa di più, Spence annuisce verso di lui, poi si sposta verso un ragazzo esile con i capelli a caschetto che vuole sapere perché tutti i membri regolari dell’Alleanza Gay-Etero della scuola sono ragazze.

«Perché pensi che sia così?»chiede Spence.

«Ehm, non lo so. Forse perché i ragazzi hanno paura che se ne entrano a far parte, forse la gente penserà che sono gay?»

«Sì», dice Spence, «e perché mai i ragazzi non vorrebbero che la gente pensi che sono gay?»

«Uh, perché anche se ad alcune persone sono va bene,» arrischia il ragazzino, «un sacco di ragazzi non pensano che vada bene essere gay, e hanno paura che saranno in giro. Penso che forse sia più difficile per i ragazzi di essere gay o qualcosa del genere».

Spence annuisce ancora, poi li manda fuori per una breve pausa, archiviando questa conversazione per i prossimi mesi, quando il curriculum passa all’orientamento sessuale. 

È la metà di novembre, ancora nelle prime fasi del corso integrativo di quattordici sessioni per i ragazzi del primo anno di superiori, che d all’incirca una volta a settimana da ottobre a maggio. A questo punto, uno degli obiettivi principali è quello di farli parlare. Di solito ci vuole la prima metà del programma affinché diventino abbastanza a loro agio da aprirsi e “mettere da parte la spavalderia maschile,” dice.

All’inizio, hanno la bocca chiusa o fanno barzellette stupide. Si riferiranno ad una ragazza che non piace loro come “stronza”, si chiameranno “froci”, o scarteranno qualcosa come “così gay”. Spesso dicono cose per impressionare gli altri, anche se non credono nelle loro stesse parole. «Potrebbero non essere particolarmente omofobi o sessisti», dice Spence. «Pensano solo che è come i ragazzi sono tenuti a comunicare tra loro.»

Tale atteggiamento può rendere difficile insegnare il sesso ai ragazzi, ma non scusa il fatto che sembriamo averci completamente rinunciato. Gli educatori sessuali riferiscono che i giovani uomini eterosessuali sono la demografia più frequentemente ignorata quando si tratta di salute sessuale. Dal momento che donne e ragazze subiscono in modo schiacciante le conseguenze di gravidanze indesiderate, violenza e discriminazione, le iniziative di salute sessuale in tutto il mondo tendono a concentrarsi sulle loro esigenze (un’eccezione le campagne di sensibilizzazione contro l’AIDS mirate agli uomini).

Non è certo una sorpresa, quindi, che i ragazzi trovano spesso questi programmi inclinati verso il lato femminile irrilevanti e noiosi, e possono anche arrivare a pensare che non hanno alcuna responsabilità per la propria salute sessuale o dei/lle popri(e) partner. Questa mancanza di istruzione e di aspettativa, accoppiato il tirarsi indietro scrollando le spalle del “i ragazzi sono ragazzi,” ha gravi ripercussioni. Considerate le recenti aggressioni di alto profilo che coinvolgono giovani uomini, come il presunto stupro di gruppo nel 2011 di Rehtaeh Parsons a Halifax; o il caso nel 2012 a Steubenville, Ohio, dove due stelle di football del liceo hanno violentato una compagna di classe ubriaca.

I ragazzi adolescenti sperimentano anche un notevole danno su di essi. Sono più inclini a correre rischi con la loro salute, usando droghe e alcol durante il sesso, avendo più partner, e di avendo rapporti sessuali non protetti. Studi indicano che i ragazzi hanno meno probabilità rispetto alle ragazze di ricercare cure per la salute sessuale, perché si sentono in imbarazzo e temono di sembrare stupidi o poco virili. Quando ricevono cure mediche, i medici hanno meno probabilità di sollevare la questione della salute sessuale con loro che con le ragazze.

Nel frattempo, mentre le gravidanze tra adolescenti in Canada continuano a diminuire, le infezioni sessualmente trasmesse stanno crescendo. Più di due terzi dei casi di clamidia riportati in questo paese si verificano tra coloro di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Negli Stati Uniti, lo stesso gruppo di età rappresenta quasi la metà dei 19 milioni di nuovi casi di MST ogni anno. Questo suggerisce che mentre le ragazze utilizzano contraccettivi per prevenire gravidanze, ragazzi, che hanno più controllo sull’uso dei preservativi, non li indossino in modo coerente per prevenire la diffusione di infezioni.

Quindi, se giovani uomini costituiscono un pericolo per se stessi ed altri, come fanno gli educatori sessuali a ripararlo? Nel caso di WiseGuyz, non è mostrando loro come usare i preservativi, anche se questo fa parte del programma. Invece, necessita l’atto molto più radicale di insegnare loro a mettere in discussione tutto quello che è stato detto loro su ciò che significa essere un uomo, e poi aiutandoli a capire come diventarne uno buono. O, come un ragazzo a Vanier mi ha spiegato, «È ‘un programma in cui si impara a non essere uno stronzo.»

I giovani danno sempre per scontato che la loro generazione abbia inventato il sesso, ma i ragazzini che stanno diventando maggiorenni in questo particolare momento, ancor più dei i figli del baby boom, che erano cresciuti durante la rivoluzione sessuale, stanno davvero tracciando un mondo non mappato. Non è, come si potrebbe pensare, perché stanno facendo sesso prima (l’età media a cui la maggior parte dei canadesi sperimenta ciò a cui gli accademici si riferiscono allegramente come “il debutto sessuale” è rimasta stabile intorno ai sedici anni). Piuttosto, come beneficiari del femminismo, della liberazione gay, e della rivoluzione digitale, vedono il romanticismo, il desiderio, i ruoli di genere, e la configurazione familiare espressi e celebrati in tutti i tipi di forme inedite.

Ma sono gli adulti sono abbastanza al passo per prepararli per tutto questo? Dipende da dove si guarda. Negli Stati Uniti, l’educazione sessuale rimane una questione di cuneo politico, con una determinata lobby conservatrice che propugna programmi di astinenza, un grande fallimento nell’influenzare il comportamento adolescenziale. (Le gravidanza adolescenziali e i tassi di aborto negli Stati Uniti sono molto più elevati rispetto a paesi con un’educazione sessuale più liberale e atteggiamenti più rilassati sulla sessualità.) Nel frattempo, in Canada, i sondaggi scoprono che la maggioranza dei genitori, più dell’85% crede che il sistema scolastico dovrebbe fornire un’educazione sessuale. Una percentuale ancora maggiore di adolescenti è d’accordo.

Non dobbiamo sentirci troppo compiaciuti di questo, comunque. Mentre i programmi canadesi potrebbero essere più espliciti, sono pesanti su discorsi di malattia e stupro, come se i preliminari dovrebbe includere un piano di preparazione alla catastrofe. Berkha Gupta, coordinatore della programmazione per i teenager a Planned Parenthood Toronto, dice: «Il modello basato sulla paura è diventata la pietra angolare dell’educazione sessuale nelle scuole. L’attenzione si concentra sui risultati negativi, sull’evitare gravidanze e MST, sull’evitare violenze sessuali. In un certo senso, è solo un’estensione del metodo di astinenza.» Uno studio accademico che ha esaminato l’impressionabilità dei corsi di educazione sessuale ha chiamato il sistema scolastico “un luogo in cui il corpo è sgradito”.

Anche se gli insegnanti vogliono essere più aperti e positivi, spesso si sentono limitati in ciò che possono dire agli studenti. Il governo dell’Ontario si tirò indietro dall’attuare un programma di educazione sessuale che aveva annunciato nel 2010, dopo che i gruppi conservatori si sono lamentati del fatto che discuteva l’omosessualità in quarta elementare e la masturbazione in prima superiore. Senza nuovo materiale, educatrici nella provincia più popolosa devono basarsi su piani di lezione rilasciati nel 1998, l’era pre-Snapchat, pre-twerking, alto Mesolitico della sessualità moderna.

Così cos’è che i giovani vogliono sapere sul sesso? In un ufficio luminoso al piano superiore del Vittoriano vagante che ospita Planned Parenthood, ho incontrato Gupta e Michele Chai, un promotore di salute che gestisce i programmi dell’agenzia per i giovani uomini. Mi dicono dei risultati di un sondaggio che l’organizzazione ha condotto con 1.200 adolescenti e giovani adulti nella zona di Toronto, chiedendo loro che cosa mancava nella loro conoscenze sulla salute sessuale. Le prime tre questioni di cui volevano sapere di più erano relazioni sane, HIV / AIDS, e il piacere sessuale.

Questo ultimo argomento, il piacere, è la chiave per coinvolgere giovani uomini, spiega Chai, perché la prodezza sessuale è così profondamente radicata nelle credenze sulla mascolinità. Il problema è, il presupposto che ogni ragazzo è sempre “eccitato” può fare sentire un adolescente meno di un uomo se ha bisogno di consigli su come compiacere se stesso o il/la su* partner. «La gente tende a pensare che la spavalderia che i giovani uomini mostrano è perché sono sicuri nel sesso.… Volete sapere le tre cose sul sesso di cui i giovani ragazzi si trovano più spesso a mentire ai loro coetanei?» Chai chiede, barrandole sulle dita. «Uno, quanto spesso fanno sesso. Due, quanto apprezzano il sesso che fanno realmente. E tre, se usano o no il preservativo.» Dice questo risulta in fino a troppi incontri infelici e non sicuri.

Dare ai giovani uomini l’opportunità di parlare di quello che piace loro e non apre anche la porta a considerare i desideri degli altri, ed è un breve salto dal parlare di piacere al parlare di consenso. Ai ragazzi è ripetutamente detto nelle classi di educazione sessuale che “no significa no”, dice Chai, ma è loro raramente chiesto se vogliano essi stessi dire no. La speranza è che se entrano in contatto con i loro desideri e bisogni, mostreranno più rispetto anche per i desideri dei/lle loro partner. (Dall’altro lato della medaglia, è sorto un movimento per incoraggiare le giovani donne a sentirsi bene nel godere del sesso, una sorta di sì-significa-sì-cavolo concetto senza vergogna chiamato “consenso entusiasta.”)

Purtroppo, esiste poco supporto per i ragazzi che cercano di navigare questo terreno difficile. Programmi come WiseGuyz sono rari, e i corsi di Planned Parenthood solo per ragazzi sono rivolti a coloro in centri di detenzione, rifugi, e affido. Chai dice che amerebbe espandere le classi al di là di quelli considerati a rischio, ma nessun finanziamento è disponibile.

Nel frattempo, dove l’educazione sessuale non ha osato andare, la pornografia è felicemente subentrata. L’ubiquità del porno nella vita dei giovani uomini è talmente un dato di fatto che ogni educatore sessuale con cui ho parlato con la solleva senza chiedere conferma. «Gli adulti possono volere che gli adolescenti abbiano informazioni sul sesso» spiega Tristan Abbott, «ma la maggior parte non vuole dare loro il permesso di fare effettivamente sesso.» Il porno dà loro il permesso.

La maggior parte degli educatori sessuali, tuttavia, non indulgere nella diffusa perla culturale si aggrappa all’influenza che il porno potrebbe avere nel plasmare gli atteggiamenti dei ragazzi riguardo al sesso, in parte perché insufficiente ricerca è stata fatta sul tema e quel poco che esiste è inconcludente.La scorsa primavera, per esempio, la Middlesex University, su richiesta dell’Ufficio inglese del Commissario per i bambini, ha pubblicato un rapporto intitolato Basically… porn is everywhere, (Fondamentalmente… il porno è ovunque) una panoramica esaustiva di studi da tutto il mondo circa l’impatto della pornografia sui giovani.

Molti risultati erano prevedibili: i ragazzi guardano porno per curiosità e lo usano per masturbarsi; e ragazzi lo usano più spesso e ne hanno una visione più positiva rispetto alle ragazze. Pur rilevando che i giovani hanno di gran lunga maggiore esposizione e accesso al porno rispetto al passato, e che è stato collegato ad atteggiamenti irrealistici riguardo al sesso e vista regressive del genere, i ricercatori hanno avuto difficoltà a stabilire una diretta relazione causale. Uno dei motivi potrebbe essere che gli adolescenti moderni sono più sofisticati rispetto alle generazioni precedenti nell’interpretare e criticare i media. Come pure, la cultura popolare è diventata così iper-sessualizzata che è difficile distinguere tra porno e la sfocatura generale di testi espliciti di canzoni, videogiochi pieni di stupro, e squallidi reality show.

Che cosa potrebbe essere più importante del misurare l’impatto della pornografia è affrontare perché gli adolescenti la guardano così tanto. I ricercatori segnalano «prove emergenti… che i giovani sono insoddisfatti con l’educazione sessuale che stanno ricevendo e che sono sempre attirati dalla pornografia, aspettavo che educhi e dia informazioni relative alle norme e pratiche sessuali.» Ciò è particolarmente vero per i ragazzi. Uno studio ha trovato che i giovani uomini volevano che il porno fosse incluso nell’educazione sessuale, perché questioni riguardanti sesso e sessualità non erano coperte abbastanza adeguatamente; un altro ha rilevato che i giovani gay facevano affidamento al porno per insegnare loro il sesso anale. I ricercatori hanno concluso che «bambini e giovani vogliono più educazione e opportunità di discutere di sesso e le relazioni, ma… molti genitori si sentono poco attrezzati per aiutarli.»

Nel 2007, quando il personale al Centro di Salute Sessuale di Calgary si rese conto che dopo trenta anni di attività non offriva nessun programmi specifico per i giovani uomini eterosessuali, hanno commissionato una squadra di assistenti sociali presso l’Università di Calgary per aiutarli a creare uno. Data la scarsità di modelli, misero insieme un piccolo campione di ragazzi intorno ai vent’anni loro come imparato riguardo al sesso e quello che volevano fosse stato loro insegnato.

Quasi all’unisono, hanno detto che l’educazione sessuale a scuola iniziava troppo tardi, e sembrava astratta e estranea a quello che la gente faceva davvero a letto. Pensavano che le classi dovrebbero essere franche e divertenti. Uno ha detto che sospettava che i suoi insegnanti si concentravano sull’anatomia in modo da poter “rifuggire dal dover davvero parlare [di sesso].” Hanno detto che il controllo delle nascite e la prevenzione delle malattie è lasciata alle ragazze, i ragazzi, dicevano, erano spesso ignari dei rischi e si sentivano invincibili, e hanno sottolineato l’importanza di insegnare ragazzi il “giusto atteggiamento” sul sesso, in particolare, per essere più sensibili verso le donne, e più responsabili per le proprie azioni.

Quando è stato chiesto chi dovrebbe fornire questo tipo di informazioni, sono stati unanimi: altri ragazzi, non troppo vecchi o non informati, coinvolgenti, intelligenti, con senso dell’umorismo. Niente tipi accademici nerd. Niente signore di mezza età. Come uno dei partecipanti ha detto: “Se qualche donna cinquantenne provasse a insegnarmi tutta questa roba … io stare solo, ‘Sei proprio come mia mamma. Non ho intenzione di ascoltarti'”

Le idee espresse in questo gruppo di discussioni sono oggi evidenti nel programma WiseGuyz, fino al profilo dei facilitatori. Tutti e tre sono sulla trentina anni, sicuri di loro, belli, e vestiti nell’uniforme chic-boscaiola dell moderno uomo urbano: barbe ben curate, jeans scuri, magliette bianche che fanno capolino da sotto camicie aderenti. Blake Spence tende ad essere rilassato e attento, mentre Tristan Abbott è loquace e di buon umore. Stafford Perry offre l’attenzione da raggio di sole simile ad un amato fratello maggiore. Quando un ragazzino basso dal viso dolce in una maglia dei Calgary Flames entra nella stanza, Perry lo saluta con un pugno e un «Oh, bella camicia, fra!»  poi ridiscuta la perdita della squadra la notte precedente. I tre uomini sono innegabilmente “cool”, e i ragazzi, anche quelli che danno loro del filo da torcere, li vedono con timore reverenziale.

Uno studente mi dice che i facilitatori sono facilmente riconoscibili e non giudicatori. « A volte ci si sente come se gli adulti pensassero che i ragazzi adolescenti non siano altro che guai» , dice. Quando chiedo se parla ai suoi genitori di sesso e le relazioni, dice che vorrebbe, ma ha paura che reagiscano in modo eccessivo. «Semplicemente è più facile parlare con Blake e Stafford e Tristan, perché non ti costringono a dire loro ogni dettaglio di quello che sta succedendo.»  Quando fa domande sul sesso ai suoi genitori, «Ottengo il terzo grado. Allora dico loro: ‘Questo è il motivo per cui non volevo parlare con voi in primo luogo.’»

Vanier è stata la prima di cinque scuole medie di tutta Calgary ad ospitare WiseGuyz, quasi quattro anni fa. Il preside Martin Poirier, un uomo elegante in un cravattino blu, mi dice che gli studenti più giovani non vedono l’ora di iscriversi al primo anno di liceo. Anche se il programma è volontario, alcuni sono incoraggiati a iscriversi, quelli che agiscono in modo inappropriato, o che sembrano immaturi e potrebbero aver bisogno di più fiducia. « Quello che questi ragazzi imparano» , dice, « ha un impatto su tutta la scuola. Diventano modelli di ruolo.»

Il curriculum segue un programma accuratamente tracciato. Dopo l’unità su diritti umani e valori, si muove verso gli aspetti pratici: anatomia, sesso e contraccezione. La terza unità si concentra su genere e la sessualità, e il corso fa un riepilogo in primavera affrontando relazioni sane. È roba pesante, e WiseGuyz la prende sul serio, basando il contenuto su ricerche in corso e valutazione costante. Il Centro di Salute Sessuale di Calgary che ha informato il programma si è basato su indagini di organizzazioni sanitarie sociali e che servono giovani, così come su gruppi di discussione e letteratura accademica. Un paio di anni fa, WiseGuyz ha commissionato un altro rapporto che misurava l’impatto e la raccolta di feedback da interviste con gli insegnanti e partecipanti del passato.

Nonostante questa serietà dietro le quinte, i facilitatori mantengono il tono in classe leggero. Prendete la lezione standard di educazione sessuale nel rotolare un preservativo su una banana. È un esercizio utile, tecnicamente, ma non tiene conto di come sono in realtà le cose durante i preliminari e quanto difficile possa essere negoziare sesso sicuro in mezzo ai nervi, alla pressione e alla lussuria. I tipici motivi addotti per non usare preservativi sono che riducono il piacere, e rovinano l’umore. I giovani uomini vogliono essere visti come abili e soavi, e si preoccupano che se iniziano ad armeggiare con un preservativo sembreranno inetti: il guastafeste finale per un ragazzo che è già in ansia da prestazione. Una sessione con una banana non avrà molto effetto. A WiseGuyz, gli studenti sono autorizzati a sperimentare. Gonfiano i preservativi e li sbattono in giro come palloncini, o li riempiono di acqua e li scagliano l’un l’altro. Più fanno pratica ad aprire i pacchetti, esaminando che effetto fanno i diversi tipi e che aspetto hanno come, meglio è. L’obiettivo è quello di demistificare i preservativi, farli sembrare divertenti, non paurosi o ridicoli.

Nessuna prova è ancora emersa in merito a se i ragazzi siano più inclini a praticare il sesso sicuro più tardi, ma Spence offre almeno un aneddoto interessante. Ha ricevuto un messaggio da un ex studente in anticipo che non era sessualmente attivo allora; ora era all’ultimo anno di liceo e aveva iniziato a fare sesso con la sua ragazza. La cosa era, i preservativi sembravano scomodi e si adattavano stranamente. Si ricordò che Blake era “cool”. Poteva dargli una mano adesso?

Se siete di età superiore, diciamo, ai trent’anni, ripensate a quando ne avevate diciassette anni e praticamente tutto sembrava mortificante. Ora immaginate che cosa avrebbe significato avere un adulto nella vostra vita a cui sareste potut* andato con questo tipo di domanda, confidando che lui o lei non vi avrebbe giudicato o fatto la predica. Anche senza uno straccio di dati empirici, non si potrebbe negare il valore di questo. O questo: Spence gli fece un pacchetto di assistenza riempito con ogni possibile marchio, stile, colore, e consistenza di preservatici che poteva trovare, e lo incoraggiò a distruggersi, provando diversi tipi finché non ne trovasse uno che funzionasse per lui.

Dopo una breve pausa nella sessione del mattino, i facilitatori dividono gli studenti in gruppi e assegnano loro un’attività: disegnare una mappa di un’isola immaginaria, e stabilire una carta dei diritti umani per essa. Abbott mi ha avvertito che un gruppo in un corso precedente aveva creato un’isola che sembrava un enorme paio di seni, mentre un altro ha sostenuto il diritto «per le ragazze di essere nude tutto il tempo.»  I risultati di oggi sono più blandi.. Una società di un’isola ha uno legge “Stand Your Ground” in stile statunitense, e una storia di origine contorta che rivaleggia con la trama di Lost. Un’altra nazione è divisa in regioni di Più Fico e Meno Ficho, supportate da una Costituzione che vieta l’uccisione e la moneta corrente («Se nessuno ha soldi, allora c’è meno corruzione» , spiega un ragazzo).

La discussione è mezza scema, mezza seria. Un concordare entusiastico fa sì che il diritto alla libertà di parola è sollevato (non sorprendente per un pubblico a cui viene detto di stare zitto tutto il tempo), insieme ad urla al suggerimento che alla gente dovrebbe essere dato libero sfogo quando si tratta di mangiare biscotti. Pastelli in mano, immerso nel disegnare le loro utopie insulari e bevendo rumorosamente da scatole di succo, assomigliano a un gruppetto di terza elementare più di quanto non sembrino gli adolescenti in preda alla pubertà, ma anche quelle goffe caratteristiche ormonali si presentano: mentre alcuni ragazzini sembrano compensati dai loro zaini, altri appaiono di spalle larghe e torreggianti, con voci che gracidano e scoppiettano su più ottave.

Fino a circa dieci anni, i bambini tendono ad stare in circoli di amici dello stesso sesso, con distinti modelli di interazione: mentre le ragazze parlano tra loro, i ragazzi fanno attività insieme. Come si muovono nella scuola media, però, «attraversano quella divisione e iniziare ad avere interazioni e di amicizie di genere misto» , ​​dice Jennifer Connolly, una professoressa di psicologia alla York University di Toronto, che studia le relazioni adolescenziali. In questa fase, anche le cotte iniziano ad emergere.

Dal momento in cui raggiungono i tredici o quattordici anni, come gli studenti in WiseGuyz, iniziano a frequentarsi. Alcuni sono in quelle che considerano relazioni serie, anche se Connolly dice coppie esclusive come gli adulti in tendono a non comparire fino alla tarda adolescenza. (Insufficiente ricerca è stata fatta in relazioni gay e lesbiche adolescenti per determinare se seguono una traiettoria simile.) I ragazzi e le ragazze più giovani in genere si frequentano all’interno di grandi gruppi di pari misti. «Gli amici e le amiche dello stesso sesso rimangono i più e le più importanti in questo periodo,” dice. «Questo è il gruppo a cui i ragazzi più giovani tornano come il loro buon ascoltatore, quella che stabilisce le norme sociali quando si tratta di relazioni sentimentali.»

«I ragazzi impostano la barra uno per l’altro»,  Spence concorda. «All’inizio, i ragazzi popolari hanno più potere, e gli altri guardano a loro per l’approvazione. Man mano che progrediamo, cominciano a sfidarsi l’un l’altro in modi diversi.»  Per illustrare come WiseGuyz facilita questa evoluzione, mi racconta una recente classe in cui tutti i ragazzini avevano condannato violenza sessuale e bullismo. Poi li aveva spinti un po’ più avanti: cosa farebbero se avessero assistito a o sentito parlare di questi tipi di incidente? “Ho detto, ‘Potreste non identificarvi con i ragazzi che fanno cose del genere, ma se non fate niente state contribuendo ad essi. Non dovete accettarli passivamente. Non dovete inoltrare quell’SMS; non c’è bisogno di ridere quando qualcuno fa una battuta sullo stupro».

Questo è diventato l’approccio standard delle campagne anti-bullismo, ma è molto più facile dire che fare. Mentre è nobile raccontare ad un giovane di difendere ciò che è giusto, i ragazzini (in particolare quelli dipendenti dai coetanei nella scuola medie e nei primi anni dell’adolescenza) sono animali da branco che hanno difficoltà a distinguersi. Quindi WiseGuyz non prende solo di mira gli individui; cerca di rimodellare le dinamiche della cultura ragazzo. I ragazzini popolari sono incoraggiati a cedere un po’ di potere e quelli timidi a diventare più vocali, e le regole accettate di quello che Michael Kimmel, sociologo americano e autore di Guyland (Ragazzolandia) e Manhood in America (La Mascolinità in America) ha definito “il codice ragazzi” – tutto l’ethos “i ragazzi non piangono “e” bros prima hos” (fratelli prima di zoccole) ethos – rovesciato.

La lezione fondamentale al lavoro qui è come stabilire e rispettare confini e scelte personali. Con questo in mente, gli studenti saranno accoppiati in seguito nel programma per negoziare un’ipotetica gita in un parco acquatico, facendo l’un l’altro una serie di domande. Ti piacciono gli scivoli? Vuoi andare su una giostra solo una volta, o più volte? Vuoi tuffarti nella parte profonda? Almeno sai nuotare?

L’idea è di aiutarli a lavorare attraverso la tensione che si verifica quando le loro risposte a queste domande non si allineano con quelle dei loro coetanei. Naturalmente, la lezione è altrettanto importante nelle relazioni romantiche come in quelle platoniche. Se non riescono a capire come pianificare una gita sicura e divertente a un parco acquatico con un amico, non saranno in grado di godersi una vita sessuale o una relazione sentimentale divertente e sicura. Il successo, come Michele Chai ha sottolineato, richiede un grado di conoscenza di sé: hanno bisogno di sapere quello che vogliono, ma hanno anche bisogno di imparare a comunicarlo.

Abbott dice che ha visto un certo numero di ragazzi vacillare anche quando cercano di esprimere sentimenti semplici. A differenza delle ragazze adolescenti, che sono incoraggiate dai primi passi ad essere vulnerabile, a gestire l’avanti e indietro emotivo delle amicizie, e a mettere in scena storie d’amore con le loro bambole di Barbie e Ken, la maggior parte dei ragazzi (sia dovuto della natura o all’educazione o a una combinazione di entrambi) non hanno avuto la stessa pratica. «Alcuni non hanno quasi nessun vocabolario emotivo, al di là di triste o arrabbiato o felice» dice Abbott. «Non ci sono molte sfumature.»

Lo scorso ottobre, in un’altra aula nel campus Lakeshore del Humber College, a ovest del centro di Toronto, Jeff Perera ha disegnato sulla lavagna un quadrato in gesso e l’ha etichettato “La Scatola dell’Uomo”. Un responsabile per l’impegno comunitario per la Campagna White Ribbon, un’organizzazione per uomini e ragazzi che promuove l’uguaglianza di genere, ospita una conferenza dal titolo “Smascherando la mascolinità” con il suo collega Shai Kohen. All’interno della scatola, Perera ha scritto una serie di parole e frasi che descrivono la visione tradizionale di mascolinità: “duro”, “forte”, “capo famiglia”, “stallone”, “stoico”, “in controllo”, “coraggioso”, “senza emozioni “,” eterosessuale”, e così via. Fuori dalla scatola ci sono le parole usate per descrivere uomini che non sono all’altezza di questi standard: “pappamolle”, “finocchio”, “frocio”, “troia”, “mammone”.

Il piccolo gruppo di studenti universitari urla suggerimenti: «Stallone!” “Rammollito!” “Leader!” “Capo!”“Queer!” Lo scopo dell’esercizio, Perera dice, è quello di esporre «che la formula per virilità è la negazione di tutto ciò percepito come morbido, o gentile, o emotivo, o femminile.» Dice che questi messaggi arrivano presto, poi racconta una storia riguardo al condurre una simile attività con ragazzi di quarta elementare. Ha chiesto loro di scrivere quello che a loro non piace dell’essere ragazzi, e hanno restituito un elenco che comprendeva “I ragazzi puzzano”, “Ai ragazzi dovrebbe piacere la violenza”, “I ragazzi dovrebbero giocare a calcio”, “I ragazzi hanno automaticamente una cattiva reputazione”,”I ragazzi non dovrebbero piangere” e “I ragazzi non sono in grado di essere una madre.”

Perera, che sfoggia una testa rasata e occhiali a montatura quadrata, è un intrattenitore nato, divertente e socievole. Attinge alla sua infanzia a volte impegnativa come il figlio di genitori immigrati dallo Sri Lanka che faticavano (quando aveva due anni, una volta ha chiamato sua mamma una cagna in singalese, perché aveva sentito suo padre riferirsi a lei in quel modo così spesso) . Lascia cadere riferimenti alla cultura pop (Walter White di Breaking Bad come esempio di “virilità tossica”), e dimostra un “abbraccio da fra” con Kohen (“Vedete come ci tocchiamo a malapena? Come ci appoggiamo solo con le nostre spalle, per ridurre al minimo il contatto del corpo?“).

La mascolinità, Perera dice, è un’identità scivolosa che deve essere costantemente rappresentate, un castello di carte sull’orlo del ribaltamento. La virilità (o meglio “virilità”, dal momento che tende a dirla come se fosse tra virgolette) è particolarmente precaria ora, con i ruoli di genere in mutazione continua e le donne che accumulano potere e opportunità attraverso istruzione e occupazione. In questo clima, non c’è da stupirsi che il libro del 2012 di Hanna Rosin, The End of Men: And the Rise of Women, (La Fine degli Uomini: E l’Ascesa delle Donne) ha creato tanto scalpore.

L’argomento centrale di Rosin: che gli uomini non possono adattarsi all’economia progressiva, di post-produzione, basata sulla conoscenza in cui le donne sembrano prosperare sembra riflettere un’ansia generalizzata per la sorte di uomini e ragazzi. Alcune di queste paure sfiorano l’isteria, come il baraccone conservatore su Fox News Network che si torce le mani per la presunta femminilizzazione dell’America; o una recente copertina della rivista Time che descrive l’ascesa di Hillary Clinton, la quale appare come una scarpa con tacco, con un piccolo uomo terrorizzato che si aggrappa ad esso. Non non c’è bisogno di accettare paranoia, però, riconoscere che un sacco di uomini sono in difficoltà.La globalizzazione e la recessione hanno devastato le prospettive economiche per una grande fetta di operai maschi. Negli Stati Uniti, un uomo afroamericano su tre nato oggi può aspettarsi di essere incarcerato durante la sua vita, come può uno su sei latinoamericani. I ragazzi in Canada, negli Stati Uniti, in Inghilterra e altrove rimangono accademicamente indietro: non leggono così bene come le ragazze; sperimentano maggiori problemi con l’attenzione, il comportamento e la concentrazione; e abbandonano più spesso.

Osservando tutto questo, può sembrare che la fine sia vicina per gli uomini (o almeno un modo particolare di essere un uomo) che ha lasciato alcuni ragazzi alla deriva. Perera suggerisce, tuttavia, che il problema non è in senso stretto che le donne hanno guadagnato potere e ampliato le loro ambizioni; né è la necessità per gli uomini di adattarsi a questo. Il problema è che la mascolinità è stata misurata in modo così restrittivo che gli uomini non possono più valutare il loro valore, tanto più che le donne subentrano in ruoli maschili tradizionali come capofamiglia, capo, o aggressore sessuale. «Se ti dicono c’è un solo modo di essere un uomo» dice Perera, «ma nella tua relazione non sei quello divertente, quello ambizioso, quello con i soldi, che cosa porti al tavolo?»Questo ha creato una crisi di identità, anche per gli uomini che abbracciano lo status quo in evoluzione.

Senza le vecchie definizioni, Perera chiede, che cosa significa essere un uomo? Fa una quasi-battuta sui peli del volto che sono tornati in voga: «A volte penso che sia diventato un modo di affermare la mascolinità in un modo non aggressivo». Baffi e braciole montone a parte, gli ultimi decenni hanno visto un sacco di tentativi di rimodellare e recuperare la mascolinità, dal tamburo pulsante del movimento in stile Iron John movimento alla costruzione casa sull’albero del Libro Pericoloso per Ragazzi. Ma questi possono sembrare passaggi Ave Maria, con lo scopo di salvare qualche in cliche di fratellanza dissolvenza, soprattutto alla luce di programmi come WiseGuyz. Insegnare ai giovani uomini ad avere fiducia, comunicare, negoziare, e empatizzare non compromette o minaccia la loro virilità. Espande la loro umanità. Recupera le possibilità degli uomini.

La sessione pomeridiana è a Vanier è più tranquilla di quella mattina. Durante l’arrivo, gli studenti condividono tranquillamente gli eventi della scorsa settimana: l’allenamento di basket, le lezioni di chitarra, le sessioni di maratona di Doctor Who su Netflix e The Last of Us sulla PlayStation 3. Un bambino è frustrato perché la sua squadra di hockey fa schifo e non ha vinto una partita da secoli (“Ci sono passato, amico” dice il tizio accanto a lui). Un altro annuncia che ha appena passato il suo esame di Bronze Cross (Croce di bronzo), portandolo più vicino ad essere certificato come bagnino (“Bene, amico!” dice Stafford Perry, sempre entusiasta). Sono cose tipiche da adolescenti niente di speciale, ma sembrano gradire la conversazione.

Alla domanda su cosa preferiscano di WiseGuyz, i partecipanti passati hanno detto imparare sulle relazioni (di amicizia e sentimentali) come la parte più preziosa. Hanno parlato la pressione per essere bravi nelle cose e salvare le apparenze, e come il programma ha fornito “un sollievo da stress”, un luogo dove poter parlare liberamente e abbassare la guardia.

In precedenza, Blake Spence mi ha raccontato come da ragazzino aveva lottato con le richieste che il padre poneva su di lui. Come il figlio maggiore, ci si aspettava da lui che facesse sport e “essere forte”.Quel modo ultra-macho di essere un ragazzo non gli si addiceva, dice. «Mi sarebbe piaciuto essere stato in WiseGuyz quando avevo quattordici anni. Forse mi avrebbe risparmiato un sacco difficoltà».

Aggiunge che per ogni ragazzino, il processo di diventare un uomo è diverso, e lui non vuole che il programma tolga dal tavolo le idee tradizionali di mascolinità e virilità. «Essere quel tipo di uomo virile significa davvero tanto per un sacco di ragazzi. Vogliamo solo lasciare che i ragazzi sappiano che non si può pretendere che tutti rientrino in quella scatola tutto il tempo o addirittura per niente.» In definitiva, vuole che si preoccupino di meno nel comportarsi come un uomo e pensare di più a comportarsi come se stessi.

Con tempo libero alla fine della sessione, iniziano una partita di Pictionary. A metà, lascio per intervistare un paio di studenti separatamente nel corridoio. Hanno coraggiosamente accettato di parlare con me, anche se parlare con una donna abbastanza vecchia da essere la loro mamma di sesso e le relazioni è quasi tanto confortevole quanto, beh, parlare alla loro mamma di sesso e relazioni. Quando chiedo ad un bambino se ha una fidanzata, lui mi fissa in silenzio, mentre le guance diventano rosse. L’altro, brillante, con un grande, strano senso dell’umorismo, chiede timidamente che io non lo faccia sembrare stupido. La conversazione diventa più facile quando parlano di quanto amano il programma, quanto è divertente e come li aiuta.

Quando torno nella stanza camera, noto una candela profumata che brucia su una scrivania. Un bambino mi coglie a guardarla e dice in tono di scusa, «Ci sono state alcuni scoregge. Scoregge sono sicuramente accadute.» Poi un altro interviene, «La prima regola di WiseGuyz è che non si scoreggia a WiseGuyz.» Lo scherzo è un po’ stupido, un po’ volgare, e un po ‘strano, in altre parole, esattamente il tipo di scherzo che ha successo nella stanza piena di ragazzi di quattordici anni. E ha successo: ridono fino a molto tempo dopo il suono della campanella.

FonteThe Talk: A new sex ed for boysRachel Giese; foto di Raina Kirn e Wilson Barry | The Walrus, dal numero di aprile 2014

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