Essera queer, nera e “malata”

Fonte: To Be Queer, Black and “Sick” – Helen McDonald per Autostraddle,

Disclaimer: L’uso della parola “malata” in questo articolo è per riflettere il problematico stigma sociale attorno alle malattie mentale, e non come un atto d’accusa morale o sociale nei confronti di persone con malattie o disturbi mentali


EN= link in inglese

La prima donna che io abbia mai amato mi ha detto che quando sei queer e nera, la malattia è un’ombra che ti segue sempre, ma che nessuno mai ammette. Cantava le parole “sto bene” ogni giorno, e a volte non ero sicura se fosse il mondo o se stessa che stava cercando di convincere. Sapete, voleva convincersi che, se avesse semplicemente seguito il consiglio da parte di amici e sconosciuti ben intenzionati di sorridere un po’ di più e “tirarsi su”, sarebbe veramente statabene.

Trovo i miei cari nelle sottili ragnatele delle pagine di dizionari. Trovo me stessa quando leggo tra le righe. Siamo una serie di elenchi puntati e definizioni troppo semplificate. Il New Oxford American Dictionary definisce “malato”, come:

1. Affetto da malattia fisica o mentale
2. di o legato a coloro che sono malati
3. (organizzazione, sistema, o società) che soffre di gravi problemi, sp. di natura finanziaria
4. qualcuno che si strugge per o brama ardentemente qualcuno o qualcosa

Uno.

Mi ci sono voluti 19 anni per me vedere un terapista. Mi contorcevo su un brutto divano che sembrava più confortevole di come era, circondata da manifesti che promuovevano modi per sentirsi felice. Non sapevo da dove iniziare quando il medico mi ha chiesto cosa c’era che non andava, così ho sputato fuori la mia lista di disperazione, tutta in una volta, semplicemente messa tutta là fuori. Quando ho detto al medico che a volte la vita sembra troppo pesante, quando ho detto al medico che la morte sembrava più invitante, lei ha risposto: “Non c’è niente che non va con te. Penso che starai bene.” Una scatola di fazzoletti e un sorriso di plastica prescritti per l’ennesimo ragazzino Nero queer.

Essere queer e Nera e malata è vivere in silenzi.

Come il silenzio del medico in una stanza troppo sterilizzata per contenere il mio dolore.

Silenzio.

Come mia madre che pianse senza parole quando trovò le mie lettere di suicidio che avevo scritto nel caso in cui ne avessi avuto bisogno.

Silenzio.

Dopo quel primo appuntamento con la terapista, mi vergognavo troppo per dire alla mia famiglia che avevo cercato di ottenere aiuto.

Silenzio.

Due.

La mia famiglia aquisita consiste di molti Neri queer che il mondo ritiene “malati”. Io sono stata abbastanza privilegiata a rimettermi. Nessun nome impronunciabile è stato emesso per definire il modo in cui la mia mente funziona (o non funziona), o il modo in cui il mio corpo si muove (o non si muove). Col tempo, mi sono trovata sul lato superiore di una spirale discendente. Ero finalmente … a posto. Non capivo che non tutti sono abbastanza fortunati da “rimettersi”, soprattutto così facilmente come ho fatto io. Tenevo le altre persone a criteri irragionevoli. Tenevo e talvolta ancora tengo la mia famiglia a lle criteri irragionevoli. Tenevo la donna che amavo a criteri irragionevoli.

In un dato anno, uno ogni quattro americani negli Stati Uniti sperimentare una malattia mentale, secondo la National Alliance on Mental IllnessEN (NAMI – Alleanza Nazionale sulle Malattie Mentali). La NAMI inoltre conferma che le popolazioni LGB sono hanno due volte e mezzo in più la probabilità di avere un disturbo mentale rispetto alle popolazioni eterosessuali, mentre un sondaggio condotto nel 2010, ha riportatoENche il 41% delle persone trans* ha tentato il suicidio.

Ci diciamo l’un l’altro di “venire come ti trovi” in una grande famiglia decorata d’arcobaleni, ma noi, che siamo neuro-tipici, non sempre offriamo un posto adeguato per i nostri fratelli e sorelle neuro-diversi, o non sempre riconosciamo i nostri privilegi . Possiamo anche alzare gli occhi al cielo quando uno dei nostri fratelli o sorelle queer “dimentica” di lasciare la sua depressione, ansia, DPTS, DOC, bipolarismo, o altre malattie a casa. Anch’io ho alzato gli occhi al cielo in passato, riducendo la lotta di un’altra persona ad “un’estrema sensibilità” o un “inutile dramma”.

Essere Neri significa avere il 20% in più di riportare disagio psicologicoEN in confronto agli statunitensi bianchi. Il divario è aggravato quando la classe socioeconomica viene calcolata nei resoconti. Restringere le categorie complica i risultati perché il numero ed i tipi di malattie e/o disturbi aumenta in proporzione al numero di identità marginalizzate che una persona ha. Uno studio realizzato dal febbraio del 2004 al gennaio del 2005,EN specifica che il 60% delle persone LGBTQ Nere ha qualche tipo di disturbo mentale.

Tre.

La mia famiglia era solita scherzare che solo i bianchi hanno bisogno di terapia. I neri vanno in chiesa invece, trovano rimedi inginocchiati in preghiera, cantano via i loro dolori. Nel frattempo, accademici bianchi mi dicevano che gli afro-americani semplicemente fabbricavano una stigmatizzazione senza fondamenta attorno all’aiuto psichiatrico. Per quanto assurdi possano sembra questi due punti di vista, questi miti in realtà fanno pensare ad un fenomeno più esteso.`

A partire dal 2012, il 15% della popolazione degli Stati Uniti senza assicurazione sanitaria era afro-americanaEN. Considerare il ruolo dello status economico nell’assistenza sanitaria fa luce sul divario razziale nei riguardi della cura di malattie mentali. Molte persone con un’assicurazione sanitaria scoprono che le loro aziende non coprono il costo del trattamento di malattia mentali, e quelle senza alcuna assicurazione sanitaria si trovano a dover fronteggiare a prezzi incredibilmente alti da pagare per le cure mediche, o scegliere di non seguire affatto alcuna cura. Questi ostacoli spesso portano la gente Nera in America a “fare affidamento sulla famiglia, sulle comunità religiose e sociali per un sostegno emotivo, piuttosto che rivolgersi a professionisti sanitari, anche se questo può a volte essere necessario”, afferma infatti la scheda della NAMI sulla Salute Mentale della Comunità Afro-americanaEN.

Anche se in grado di pagare le cure, molte persone Nere incontrano pregiudizi e discriminazioni da parte degli assistenti medici. Le persone Nere, soprattutto gli uomini, sono spesso soggette a diagnosi sbagliate quando si tratta di una malattia mentale. Ad esempio, più prominentemente negli anni ’60 medici bianchi internarono uomini Neri coinvolti in proteste per i diritti civiliEN(in particolare a Detroit), sulla base del fatto che i comportamenti che questi uomini difendevano come attivismo politico erano in realtà rabbia e volatilità schizofreniche. Inoltre, le prescrizioni di farmaci di professionisti medici a volte riflettono supposizioni discriminatorie e generalmente razziali che le persone Nere non hanno bisogno di tanta medicina quanto quelle bianche. Studi condotti dalla School of Public Health (Scuola di Salute Pubblica) dell’Università del Michigan hanno scoperto che gli americani Neri hanno 1,5 più probabilità di vedersi negati cure dantidepressiveEN. Nessuno vuole dirti che il sistema è malato. Nessuno vuole dirti che il sistema sanitario mantiene intenzionalmente malati gruppi storicamente emarginati come persone queer e persone Nere, e persone a cui capita di trovarsi all’incrocio tra essere Nere e essere queer. 

Quattro.

La prima donna che abbia mai amato era sempre appena fuori portata, ogni suo centimetro in scivolata attraverso le mie mani imprudenti, ogni parola che diceva appena comprensibile. La stringevo come se fosse contemporaneamente fragile e letale per convincermi che non ero io quella che cadeva a pezzi. Amarla significava imparare ad amare le parti di me che a volte non riescono ad alzarsi dal letto, che a volte si sentono rotte per nessun motivo apparente, che mi rendono malata. Disse: “Io non sono una cazzo di statistica,” ma io potevo vederla solo attraverso segni percentuali e definizioni del dizionario medico. La prima donna che io abbia mai amato mi ha detto che quando sei queer e nera, la malattia è un’ombra che ti segue sempre, ma che nessuno mai ammette. Io me ne andai perché non sapevo come vederla.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...